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Facebook ammette di monitorare le conversazioni private su Messenger

apr 5, 2018

Benzina sul fuoco buttata direttamente da CEO e consiglio amministrativo sul recente scandalo privacy che ha colpito il Social Network di Palo Alto.

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Gli ultimi aggiornamenti riguardanti il caso Facebook e Cambridge Analytica parlano di 87 milioni di Account compromessi utilizzati per fini propagandistici in Gran Bretagna e Stati Uniti, con i dirigenti del Social che affermano che gran parte degli oltre 2 miliardi di utenti iscritti hanno subito manipolazioni più o meno importanti ai loro dati personali.

Mentre si prepara a rispondere e spiegare i vari aspetti della clamorosa vicenda alle più alte autorità statunitensi ed europee, nelle sedi preposte, il CEO e co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, in un'intervista rilasciata a Vox, dichiara che la società ha attivi algoritmi predisposti a 'spiare' le conversazioni in chat degli utenti al fine di evitare il transito di messaggi che non rispettano le linee standard della comunità.

Facebook ribadisce il concetto anche a Bloomberg e ammette di monitorare le conversazioni private su Messenger esattamente come fa con i Post e i contenuti pubblici, al fine di prevenire e limitare eventuali abusi.
I messaggi captati dagli algoritmi vengono filtrati e 'passati' a moderatori in carne ed ossa, qualora non dovessero rispettare i principi stabiliti dalla piattaforma. I moderatori possono, quindi, decidere di bloccare o eliminare i messaggi, dopo la loro lettura, esattamente come possono oscurare contenuti e profili pubblici.

Un portavoce di Facebook:
Su Messenger, quando invii una foto, i nostri sistemi automatici eseguono scansioni utilizzando la tecnologia di corrispondenza delle foto per rilevare le immagini di sfruttamento dei minori conosciute o quando invii un collegamento, lo scannerizziamo per individuare malware o virus. Facebook ha progettato questi strumenti automatizzati in modo da poter interrompere rapidamente comportamenti abusivi sulla nostra piattaforma.
La società tiene a precisare che ciò che monitora nelle chat non porta ad una raccolta dati per passaggi o vendite ad inserzionisti o propagandisti politici. Ma ciò, evidentemente, è l'aspetto che interessa di meno la massa, dopo le ultime rivelazioni.

Siete ancora iscritti a Facebook o avete interrotto la lettura dell'Articolo per correre ad eliminare il vostro Account? Utilizzerete ancora Messenger per comunicare con familiari, partner, amici, reali e virtuali, o sceglierete app di messaggistica alternative?

Certo che sistemi evoluti di crittografia, sbandierati prima su WhatsApp (sempre amministrata da Facebook), poi su Messenger e altre note piattaforme, e altre innovazioni volte a garantire (a parole) privacy e sicurezza per gli utenti, implementate negli ultimi anni nei nostri software e dispositivi, possono andare a farsi benedire, visto che c'è chi è profumatamente stipendiato solo per leggere, analizzare e trattare contenuti scambiati in forma 'privata' da miliardi di persone.

Il sospetto è che siamo solo all'inizio. E questo è alquanto triste.
Via: TNW
Articolo di HTNovo
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